Sono Soddisfatta ?

Sei soddisfatta della tua vita

Insomma puoi definirti una persona soddisfatta di se stessa?

Si parla tanto di soddisfazione o insoddisfazione: non sono contento della mia vita, del lavoro che faccio, di come vanno le cose in casa e cosi via…. ma qualcuno sa dirmi con precisione  cos’é la soddisfazione.o insoddisfazione?

Come faccio a dire di essere soddisfatta ?

Come faccio a pronunciare quella parola?

Se volessi essere te cosa dovrei fare per provare quello che provi tu? per sentirmi insoddisfatta?

Quando dici che non sei contento/a per esempio del lavoro come fai a dirlo?

Come fai  a dire: questo é esattamente ciò che volevo essere o diventare o ancora fare.

Ci hai mai pensato?

Sicuramente no perché se non  saresti qui a guardare questo video.

 

La saggezza popolare

ci propina…con forza e costanza concetti tipo: devi saperti accontentare,  chi si accontenta gode, chi vive alla ricerca della soddisfazione vivrà una vita all’insegna della delusione.

La soddisfazione nella vita é una chimera irraggiungibile….e via dicendo.

Non ho nulla contro queste filosofie di vita se non che sono l’inizio del nostro rimanere dove siamo.

Sono l’inizio dei nostri limiti.

Sono l’inno al non tentare.!

Non ho nulla contro queste filosofie di vita fatto salvo  che sono  l’inizio del nostro rimanere dove siamo.

Sono l’inizio dei nostri limiti.

Sono l’inno al non tentare.!

Credo che ciascuno di noi possa fare , essere , diventare  qualunque cosa  desideri essere o diventare o fare.

Credo profondamente  che tu abbia tutte le risorse necessarie per RAGGIUNGERE i tuoi sogni, le tue mete i tuoi obiettivi. Credo nelle infinite possibilità di COSO…del tuo COSO.

Ogni volta  che  pronuncio queste parole solitamente risveglio polemiche di ogni genere:” …questo é illudere la gente..lo trovi giusto fargli credere cose simili…se fosse possibile non credi che tutti lo avrebbero già fatto?.”

E ogni volta rimango sbalordito della diffidenza e incredulità di queste persone.

 

Io non voglio convincere nessuno…

…anzi no quello che voglio é proprio instillare il dubbio in tutte quelle persone che hanno vissuto e vivono una vita deludente, insoddisfacente…incastrate nelle loro “certezze”

Quello che voglio fare e far vedere a queste persone che il loro coso é in grado di desiderare ciò che può realizzare.

Mi stupisco sempre della resistenza che le persone oppongono alla possibilità di prendere finalmente  le redini della propria vita. e cambiarla…sembra quasi  che trasformare la propria vita ci renda meno umani…ma che sciocchezza.

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Quando un silenzio diventa un rifiuto: distinguere i fatti dalle interpretazioni

Hai mandato un messaggio. Lo hai scritto, riletto, forse modificato prima di inviarlo.Poi aspetti.Passano dieci minuti. Mezz’ora. Un’ora.La risposta non arriva e, a un certo punto, cominci a pensare:«Non le importa di me.»«Ho detto qualcosa di sbagliato.»«Mi cerca soltanto quando ha bisogno.»Il telefono è ancora fermo sul tavolo, ma dentro di te la situazione è cambiata. Adesso senti delusione, rabbia, forse il bisogno di scrivere di nuovo.Come sei passata da una risposta che non arriva alla certezza di non essere importante?È da questa domanda che vorrei cominciare il blog di Alessandra.Quello che accade e quello che significa per tePartiamo da ciò che sappiamo: hai inviato un messaggio e, fino a questo momento, non hai ricevuto una risposta.Questo è il fatto.«Non le importa di me» è una possibile interpretazione. Potrebbe trovare conferma in altri comportamenti della persona, oppure potrebbe non descrivere ciò che sta accadendo.Forse sta lavorando. Forse non sa come rispondere. Forse sta prendendo le distanze.Non abbiamo ancora informazioni sufficienti per scegliere una spiegazione con certezza.Eppure, nell’attesa, possiamo iniziare a vivere una delle possibilità come se fosse già dimostrata.Una conclusione può sembrarci convincente anche quando abbiamo ancora pochi elementi per sostenerla.«Io lo so come vanno queste cose»Immaginiamo Coso, il personaggio attraverso il quale do voce ai nostri dialoghi interiori, seduto accanto al telefono.«Non risponde», dice.«Questo lo vedo.»«Quindi non le interessi.»«Come sei arrivato a questa conclusione?»«È già successo.»«Con questa persona?»«Anche con altre.»«Allora guardiamo quello che è successo questa volta.»Coso incrocia le braccia. Lui una spiegazione l’ha già trovata.Potresti riconoscerti in questo dialogo. Un’esperienza dolorosa può diventare il riferimento attraverso cui interpreti una situazione nuova. Quando trovi qualcosa di familiare, sei portata ad aspettarti anche lo stesso finale.Vale la pena ascoltare quel timore e chiederti su quali elementi si stia basando.E se fosse davvero disinteresse?Distinguere i fatti dalle interpretazioni non significa giustificare qualsiasi comportamento.Se una persona ti ignora ripetutamente, non rispetta gli accordi o compare soltanto quando le serve qualcosa, questi comportamenti meritano attenzione.Puoi osservare la continuità nel tempo, parlare di ciò che ti pesa e decidere quali limiti porre. Per farlo, non devi conoscere con certezza le intenzioni dell’altra persona.Puoi dire:«Quando i miei messaggi restano spesso senza risposta, faccio fatica a vivere questo rapporto con serenità. Vorrei capire quali aspettative possiamo condividere.»Questa frase descrive un’esperienza e apre una domanda. Ti permette di raccogliere informazioni utili per scegliere.Un piccolo esercizio: quattro righe prima di reagireLa prossima volta che un silenzio ti fa soffrire, prendi un foglio e completa queste quattro frasi.1. Il fatto che posso descrivere è…«Ho scritto questa mattina e non ho ancora ricevuto risposta.»2. Il significato che gli sto dando è…«Penso di non essere importante per questa persona.»3. Quello che so e quello che ancora non so sono…«So che oggi lavora. Non so se abbia letto il messaggio o perché non abbia risposto.»4. Una risposta che posso scegliere è…«Posso aspettare, dedicarmi a ciò che avevo programmato e, se questa situazione si ripete, parlarne direttamente.»L’esercizio non serve a cancellare ciò che provi. Serve a rendere visibile il passaggio tra un evento, la tua lettura e la risposta che stai per dare.Da qui comincia una sceltaNel Metodo S.C.E.L.T.A.® parto dal significato: che cosa rappresenta per te ciò che è accaduto? Da quella domanda puoi osservare l’emozione, verificare la tua lettura della realtà e cercare una possibilità di azione diversa.A volte il primo passo è molto piccolo:«Sto soffrendo. Prima di reagire, voglio capire meglio.»Potresti scoprire che avevi interpretato troppo in fretta. Oppure potresti riconoscere un comportamento che non vuoi più accettare. In entrambi i casi, avrai più elementi su cui basare la tua scelta.Pensa a un episodio recente: quale fatto hai osservato e quale conclusione ne hai tratto?Puoi raccontarlo nei commenti, se ti va, senza nomi o dettagli privati.Se desideri approfondire questo percorso, nella pagina di Metodo S.C.E.L.T.A.® – Volume I: Imparare a vedere, su www.alexrisso.it, puoi richiedere gratuitamente l’introduzione e il primo capitolo.Alessandra RissoMental Coach – Trainer – Autrice

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Alessandra Risso – Mental Coach
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Sede: Vergiate (VA) – Italia
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