Cosa voglio dalla vita?

“CHE COSA VOGLIO DALLA MIA VITA?”

Questa é la domanda  che tutti noi dobbiamo porci e a cui   dobbiamo  dare una risposta  se vogliamo  che la nostra  vita cambi…   Senza una risposta chiara, luminosa e potente a questa domanda non si va  da nessuna parte.

Se ti chiedo di ipotizzare un viaggio…. tu cosa fai ? pensi ad una destinazione…giusto ?

Poi magari  ti informi sui  costi per verificare se te lo puoi permettere.

Poi ancora  decidi quale mezzo di trasporto utilizzare, aereo nave, auto , autostop o dorso di cammello o bicicletta …

Infine verifichi  le disponibilità alberghiera per i pernottamenti. giusto?

Insomma per un viaggio, uno stupido viaggio ci preoccupiamo di tutto , di ogni singolo particolare … ma quando si tratta del viaggio della nostra vita… il buio  che ci avvolge  é più nero del nero.

Senza rispondere a questa domanda…

…qualunque sforzo tu abbia fatto o sei disponibile a fare ora non ti porterà a nulla… come non ti ha portato a nulla fino ad oggi.   Se continui a fare le stesse cose che hai fatto fino ad ora continuerai ad avere sempre gli stessi risultati…se invece cambi …inevitabilmente anche i risultati   cambieranno.

A tutti quelli che  mi contattano  faccio questa domanda ed il più delle volte   mi sento rispondere: “…hmmm,  non saprei… bella domanda…” o peggio … solo un lungo silenzio.

Ma come si può cercare di cambiare la propria vita, se non si sa cosa si vuole fare,… dove si vuole andare… cosa si vuole raggiungere o realizzare…il come non ha importanza…a quello ci penso io… ma tu devi assolutamente  rispondere a questa risposta perché altrimenti perderai  tempo inutilmente.

Ed il tempo, come sicuramente già sai …una volta speso non torna più.

I soldi vanno e vengono mentre  il tempo é l’unica risorsa  a nostra disposizione che non si può comprare…ne riceviamo un tot  alla nascita e quando lo abbiamo speso tutto … game over.

Molti mi dicono che si accontenterebbero...

E’ vero ci hanno  insegnato che “chi si accontenta gode..”

ci é stato insegnato che bisogna sapersi accontentare di quello che sia ha.

Ma lasciatemi fare un precisazione: “chi si accontenta NON vive…semplicemente “sopravvive”…”

Quando l’orologio smetterà di fare tic tac che cosa scriveranno sul nostro necrologio : “ …qui giace colui che ha speso la propria vita sopravvivendo?

Colui che avrebbe voluto fare un sacco di cose ma che non le ha fatte perché ha preferito non rischiare,…perché  ha preferito SOPRAVVIVERE”

Guardati intorno…dovunque tu sia …osserva  tutto ciò che ti circonda, dalla cosa più insignificante a quella più importante e complessa. Tutto ciò che vedi é stato pensato da persone che non si sono accontentate.Qualunque oggetto  é stato pensato, progettato e costruito da persone che non si sono mai accontentate. Se ci fossimo accontentati oggi saremmo ancora nelle caverne.

Cosa vuoi lasciare al mondo?

Ogni libro che hai letto o leggerai é stato scritto da qualcuno che voleva dire e dare qualcosa al mondo in cui vive ….e quindi anche a te.

E tu cosa vuoi lasciare agli altri?

Qui tocchiamo un punto dolente…Quante volte ho sentito dire:

“…dei problemi degli altri non mi frega niente …prima devo pensare ai miei di problemi….Se gli altri stanno male  non é affar mio…chi se ne frega…nessuno mi hai mai aiutato e quindi perché lo dovrei fare io…”

Per noi gli ALTRI, quando va bene, sono coloro che respirano la nostra aria. 

A mala pena li sopportiamo…giusto?

Una domanda… se a te del mondo non frega niente… come puoi pretendere  che al mondo  possa “fregare” qualcosa di te e dei tuoi problemi?

Come puoi, anche solo sperare,  che il mondo ti aiuti?

Se tu prendi a calci il mondo perché il mondo non dovrebbe farlo a te?

Ricordati nessuno é mai arrivato da qualche, qualunque parte… da solo

Che cosa voglio dalla vita?

Cosa vuoi dalla tua vita?

…guarda é facile, voglio…soldi, felicità e salute…”,

Soldi?…quanti soldi vuoi? a che  ti servono? entro quanto vorrai  possedere quella somma?

Felicità? che cosa dovrebbe avvenire  affinché tu possa sentirti felice e quando vuoi che questo avvenga?

Salute? cos’é che esattamente vorresti cambiare? entro quando vuoi che si avveri il cambiamento?

Che cosa voglio dalla vita?

Rispondi a questa domanda in modo più articolato possibile, stabilisci delle mete , chiare e quantificabili,  datti  una data certa entro cui vuoi  raggiungere la tua o tue mete ….

Porti questa domanda  equivale a mettere in moto tutte le  immense risorse che possiedi e che sono in te in  attesa di scatenarsi  per te…equivale attivare Claud.

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Quando un silenzio diventa un rifiuto: distinguere i fatti dalle interpretazioni

Hai mandato un messaggio. Lo hai scritto, riletto, forse modificato prima di inviarlo.Poi aspetti.Passano dieci minuti. Mezz’ora. Un’ora.La risposta non arriva e, a un certo punto, cominci a pensare:«Non le importa di me.»«Ho detto qualcosa di sbagliato.»«Mi cerca soltanto quando ha bisogno.»Il telefono è ancora fermo sul tavolo, ma dentro di te la situazione è cambiata. Adesso senti delusione, rabbia, forse il bisogno di scrivere di nuovo.Come sei passata da una risposta che non arriva alla certezza di non essere importante?È da questa domanda che vorrei cominciare il blog di Alessandra.Quello che accade e quello che significa per tePartiamo da ciò che sappiamo: hai inviato un messaggio e, fino a questo momento, non hai ricevuto una risposta.Questo è il fatto.«Non le importa di me» è una possibile interpretazione. Potrebbe trovare conferma in altri comportamenti della persona, oppure potrebbe non descrivere ciò che sta accadendo.Forse sta lavorando. Forse non sa come rispondere. Forse sta prendendo le distanze.Non abbiamo ancora informazioni sufficienti per scegliere una spiegazione con certezza.Eppure, nell’attesa, possiamo iniziare a vivere una delle possibilità come se fosse già dimostrata.Una conclusione può sembrarci convincente anche quando abbiamo ancora pochi elementi per sostenerla.«Io lo so come vanno queste cose»Immaginiamo Coso, il personaggio attraverso il quale do voce ai nostri dialoghi interiori, seduto accanto al telefono.«Non risponde», dice.«Questo lo vedo.»«Quindi non le interessi.»«Come sei arrivato a questa conclusione?»«È già successo.»«Con questa persona?»«Anche con altre.»«Allora guardiamo quello che è successo questa volta.»Coso incrocia le braccia. Lui una spiegazione l’ha già trovata.Potresti riconoscerti in questo dialogo. Un’esperienza dolorosa può diventare il riferimento attraverso cui interpreti una situazione nuova. Quando trovi qualcosa di familiare, sei portata ad aspettarti anche lo stesso finale.Vale la pena ascoltare quel timore e chiederti su quali elementi si stia basando.E se fosse davvero disinteresse?Distinguere i fatti dalle interpretazioni non significa giustificare qualsiasi comportamento.Se una persona ti ignora ripetutamente, non rispetta gli accordi o compare soltanto quando le serve qualcosa, questi comportamenti meritano attenzione.Puoi osservare la continuità nel tempo, parlare di ciò che ti pesa e decidere quali limiti porre. Per farlo, non devi conoscere con certezza le intenzioni dell’altra persona.Puoi dire:«Quando i miei messaggi restano spesso senza risposta, faccio fatica a vivere questo rapporto con serenità. Vorrei capire quali aspettative possiamo condividere.»Questa frase descrive un’esperienza e apre una domanda. Ti permette di raccogliere informazioni utili per scegliere.Un piccolo esercizio: quattro righe prima di reagireLa prossima volta che un silenzio ti fa soffrire, prendi un foglio e completa queste quattro frasi.1. Il fatto che posso descrivere è…«Ho scritto questa mattina e non ho ancora ricevuto risposta.»2. Il significato che gli sto dando è…«Penso di non essere importante per questa persona.»3. Quello che so e quello che ancora non so sono…«So che oggi lavora. Non so se abbia letto il messaggio o perché non abbia risposto.»4. Una risposta che posso scegliere è…«Posso aspettare, dedicarmi a ciò che avevo programmato e, se questa situazione si ripete, parlarne direttamente.»L’esercizio non serve a cancellare ciò che provi. Serve a rendere visibile il passaggio tra un evento, la tua lettura e la risposta che stai per dare.Da qui comincia una sceltaNel Metodo S.C.E.L.T.A.® parto dal significato: che cosa rappresenta per te ciò che è accaduto? Da quella domanda puoi osservare l’emozione, verificare la tua lettura della realtà e cercare una possibilità di azione diversa.A volte il primo passo è molto piccolo:«Sto soffrendo. Prima di reagire, voglio capire meglio.»Potresti scoprire che avevi interpretato troppo in fretta. Oppure potresti riconoscere un comportamento che non vuoi più accettare. In entrambi i casi, avrai più elementi su cui basare la tua scelta.Pensa a un episodio recente: quale fatto hai osservato e quale conclusione ne hai tratto?Puoi raccontarlo nei commenti, se ti va, senza nomi o dettagli privati.Se desideri approfondire questo percorso, nella pagina di Metodo S.C.E.L.T.A.® – Volume I: Imparare a vedere, su www.alexrisso.it, puoi richiedere gratuitamente l’introduzione e il primo capitolo.Alessandra RissoMental Coach – Trainer – Autrice

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